Ripensare la mobilità urbana, dal sistema agli individui

Report

di Saverio Romeo, Associate Lecturer on Emerging Digital Technologies Management and Policy, Birkbeck – University of London

Riflessioni emerse nel corso del webinar “Ripensare la Future Mobility nelle città metropolitane post-Covid”, 30 giugno 2020

La sessione “Innovability Insights” su come ripensare la mobilità urbana, in questa fase, e’ stata ricca di spunti interessanti per una riflessione. Hanno partecipato:

  • Paolo Beria, Director, TRASPOL
  • Giuliano Blei, Ceo, GoVolt
  • Andrea Galimberti, Client Partner, Head of Mobility, KANTAR
  • Alessandra Gorini, Co-Founder & Executive Director of Y4PT, UITP – International Association of Public Transport
  • Ruggero Naccari Carlizzi, Senior Operations Manager, Flixbus
  • Alex Pallotti, CEO, HELLO
  • Annarita Polacchini, AD/DG di MOVIBUS e DG di STIE
  • Saverio Romeo, Associate Lecturer Emerging Technologies Birkbeck College University of London
  • Valentino Sevino, Mobility Planning Area Director, AMAT – Agenzia Mobilità Ambiente Territorio
  • Piersandro Trevisan, Consulente in Pianificazione, gestione ed economia delle infrastrutture e dei servizi di trasporto

La sessione e’ iniziata con la presentazione di Paolo Beria. Il rappresentante di Traspol ci ha dato una visione d’insieme sul sistema mobilita’ e sul relativo mercato, anche guardando, in modo molto pertinente, a ricerche condotte nel passato in altre casi di pandemia. La successiva presentazione di Andrea Galimberti da Kantar, invece, ci ha offerto un’analisi centrata sulle necessita’ ed apprensioni dell’individuo. Le due relazioni si sono complementate perfettamente dando tanti spunti ai relatori della tavola rotonda che si sono espressi sulla fase che stiamo vivendo e quello che significa per il prossimo futuro.  

Riassumo qui alcuni dei punti salienti espressi dai relatori.

Analisi della domanda/offerta. Necessita’ di capire la domanda di trasporti e la sua evoluzione nel tempo. Di conseguenza, analizzare possibili scenari di trasformazione dell’offerta dei servizi di trasporto pubblico.

Visione olistica. Se dobbiamo ripensare alla mobilita’ urbana, che questo ripensamento sia olistico. Bisogna guardare all’intero sistema di mobilita’ e ricalibralo sincronicamente alle nuove esigenze dettate da fattori come lo stabilizzarsi della modalita’ telelavoro, il promuovere forme di smart working, il distanziamento sociale e le necessarie norme sanitarie da seguire.

Regolamentazione. Abbiamo bisogno di regolamentazione chiara. I relatori hanno espresso apprensione pensando alla ripartenza delle attivita’ scolastiche e lavorative nel mese di Settembre. Su questa fase vi e’ una necessita’ immediata di capire cosa si puo’ fare e cosa non si puo’ fare e tutto cio’ va espresso in termini legislativi.

Ruolo della comunita’. Nella ridefinizione della mobilita’ urbana vi e’ un ruolo fondamentale della comunita’. Non si pensi di spingere dall’alto forme e modi di mobilita’, ma il ripensamento della mobilita’ sia inclusivo dei cittadini a livello decisionale.

Mobility’ Manager. Altro attore fondamentale nella ridefinizione delle strategie urbane di mobilita’ e’ quello del mobility manager.

Mercato ed incentivi. Il mercato della mobilita’ – dai veicoli al contorno dei servizi – va sostenuto. Cifre e dati che oggi caratterizzano il mondo dei trasporti e del settore delle auto sono scoraggianti e non possono essere sostenute dall’industria. Vi e’ bisogno di uno stimolo e che non sia solo di breve periodo.

Innovazione. Bisogna innovare ed investire su paradigmi tecnologici in modo strategico e pensando ad un cammino che inizia oggi e guarda al settore transporti italiano nel 2030. Per fare cio’, bisogna collaborare. Lo sviluppo di ecosistemi di business e d’innovazione sono il meccanismo per disegnare una strategia dei transporti per il 2030.

Sostenibilita’. Ispirandosi alle immagini di Copernicus durante i mesi di Marzo ed Aprile che ci davano questi livelli bassissimi di inquinanti, e’ giunto il momento di pensare alla sostenibilita’ come una variabile obbligatoria dei futuri modelli di mobilita’.

Vi e’ uno spunto finale che include il sistema mobilita’ ma e’ molto piu’ ricco e complesso.

Verso il termine della sua presentazione, Paolo Beria s’interroga su cosa sara’ la citta’? Ed io aggiungo, e’ forse questa l’occasione per ripensare il paradigma delle smart city e ridefinire un paradigma delle “smart communities” in cui il concetto smart – in senso tecnologico, economico e di qualita’ della vita – sia diffuso dalle campagne alle citta’? Su questo tema appassionante non abbiamo avuto il tempo di confrontarci, ma Paolo Beria ha certamente aperto una strada lunga di riflessione.

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