5G e salute, facciamo chiarezza

Report

di Giovanni Gasbarrone, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e Vice Presidente ANUTEI – Associazione Nazionale Ufficiali Tecnici Esercito Italiano

La scarsa conoscenza delle nuove tecnologie, specialmente quelle delle comunicazioni radiomobile, può suscitare paure ingiustificate in questi momenti difficili dovuti alla pandemia del COVID-19.

Facendo leva su stati d’animo comprensibili, vengono alimentate fake news attraverso canali social media, fornendo informazioni inadeguate, creando apprensione e facendo leva sulle paure latenti, cercando così capri espiatori nella tecnologia. In questo scenario si imputa alla rete mobile 5G in particolare, la causa della propagazione rapida ed anomala del contagio del coronavirus COVID-19.

Di recente le notizie sulla distruzione degli impianti 5G in Inghilterra sono state condannate dal GSMA l’associazione mondiale dell’industria radiomobile che riunisce 750 operatori radiomobile e circa 400 industrie nell’ecosistema mobile

La GSMA, l’organismo globale dell’industria delle comunicazioni nel comunicato stampa del 5 aprile ’20 ha tra l’altro deplorato che le infrastrutture di comunicazione critiche vengano attaccate sulla base di false informazioni, invitando a fidarsi delle autorità sanitarie e ritenendo sicure le tecnologie radio. In particolare non esiste alcun collegamento tra 5G e COVID-19 :

Il mese scorso sono state emesse nuove linee guida rilasciate dalla commissione ICNIRP (International Commission on Non‐Ionizing Radiation Protection ) un organismo internazionale indipendente, che ha confermato l’ assenza di rischi di danni alle persone, compresi i bambini, derivanti dall’esposizione alle frequenze radio delle reti mobili, incluso il 5G.

La Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP) fornisce pareri tecnici scientifici e le linee guida sugli effetti sulla salute e sull’ambiente delle radiazioni non ionizzanti (NIR) per proteggere le persone e l’ambiente dalla dannosa esposizione alla NIR.

Nei suoi risultati, la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti ha riesaminato oltre 20 anni di ricerca e ha fatto riferimento ai studi già emessi in merito dall’Organizzazione mondiale della sanità.

I principali cambiamenti negli ultimi orientamenti 2020 che sono rilevanti per le esposizioni 5G sono in particolare per le frequenze superiori a 6 GHz. In particolare sono state aggiunte ulteriori restrizioni all’esposizione a tutto il corpo, oltre a una restrizione per esposizioni brevi (meno di 6 minuti) a piccole regioni del corpo e la riduzione dell’esposizione massima consentita su una piccola regione del corpo.

Tutte le linee guida sono disponibili sul sito:

https://www.icnirp.org/en/publications/index.html

https://www.icnirp.org/cms/upload/publications/ICNIRPemfgdl.pdf

Sarà oggetto di approfondimenti in un prossimo seminario on line organizzato dal Presidente della Commissione Telecomunicazioni Ordine Ingegneri di Roma, già programmato per il 18 marzo e rinviato per le note disposizioni sanitarie.

 Il 5G non rappresenta di per sé una criticità per la salute poiché rispetto alle altre tecnologie wireless presenta vantaggi in termini di una potenza EM inferiore oltre all’impiego di antenne direttive con fasci che limitano eventuali problematiche relative all’inquinamento EM.

Verranno esaminate le caratteristiche di propagazione EM del 5G in ambito urbano in ottica Smart City.  Verranno esaminatele evidenze scientifiche   dei   studi   di   settore, le normative internazionali del WEF (World Health Organization).

La radio propagazione in ambito urbano e negli edifici con particolare riferimento alle interfacce radio. Si discuterà dell’impatto socio-economico del 5Ge del ruolo nell’industria.